Cronaca - 26 febbraio 2025, 07:03

Alex Giordano oggi compirebbe 38 anni, il ricordo della fidanzata Stefania: "Adesso so che non è colpa mia. Buon compleanno, Nini"

Il 1°agosto scorso lo sgomento della Valle Maira per la morte dell'uomo, uno sportivo innamorato della vita e sempre sorridente. Il referto parava di indigestione, poi la decisione di affidarsi ad un medico legale: l'autopsia stabilì che fu arresto cardiaco

“Gli avevo detto, prima di andare a dormire: ‘se stanotte non dovessi sentirti bene e hai bisogno di me, svegliami'. La mattina, quando mi alzai, lui non era a letto. Non mi sono preoccupata perché spesso si svegliava prima di me. Mi sono alzata, ho fatto le scale e sono arrivata davanti alla porta vetro della cucina. Ho visto la sedia ribaltata e lui era accasciato a terra su un fianco. Alex non c’era più”.

Era il primo agosto 2024 quando Alex Giordano, trentasettenne, originario di Villar San Costanzo e residente in una frazione di Dronero, venne a mancare a seguito di un arresto cardiaco. Il corpo fu ritrovato da Stefania, la sua compagna. 

Quattro anni fa, racconta lei, Alex le fece la proposta di matrimonio: “Questo doveva essere era l’anno buono - sorride con gli occhi tristi - Avrei voluto diventare mamma. Vivevo insieme a lui, di sposarmi non mi importava un granché”.  Oggi Alex avrebbe compiuto trentotto anni e Stefania ha deciso di mantenere la sua promessa anche nel giorno del compleanno: “Parlare di lui finché avrò voce”. Lui, grande appassionato di sport, aveva giocato nelle squadre di pallavolo di Cuneo e Piacenza e praticava anche downhill. Un ragazzo volenteroso e sorridente, lavorava presso la Olivero Bikes di via Savona a Cuneo. 

Tutto inizia nel maggio 2024. Come tutti gli sportivi Alex doveva sottoporsi ogni anno alla visita medica, ma quella volta qualcosa non andò per il verso giusto: Alex aveva una malattia al cuore. “Gli diagnosticarono una cardiomiopatia dilatativa del ventricolo sinistro” spiega Stefania. “Il suo cuore funzionava al 29%. Aveva iniziato una terapia farmacologica e a seguito dei controlli glie era stata prescritto l’holter cardiaco, una macchinetta che controlla l’attività del cuore. L’aveva tenuta 24 ore, con il cuore a riposo”. Alex, quindi, aveva continuato a vivere una vita normale: andava al lavoro, ma spesso, racconta Stefania, si sentiva stanco e spossato. Con un “peso sullo stomaco”.  

Arrivò poi il 27 luglio, un sabato: “Era venuto a casa a pranzo prima di tornare al lavoro, io gli avevo preparato le ravioles che amava tanto. Quando poi ripartì e arrivò al semaforo di Caraglio mi chiamò dicendomi che non si sentiva bene: ‘Non mi sento bene, mi manca il fiato'.  L’avevo sentito affannato e impaurito, aveva paura”.  

Come poi verrà rilevato dai medici Alex non aveva un infarto in corso, ma sarebbe stata un’indigestione. “Quando lo raggiunsi con tutta la sua documentazione sanitaria stava facendo le analisi del sangue per capire se fosse un infarto. L’esito fu negativo, il referto parlò di una colica addominale. Quando tornammo a casa - ricorda Stefania- Alex teneva la testa fuori dal finestrino. Diceva di avere tanto caldo e che si sentiva un ‘mattone sullo stomaco’”. 

La domenica, il 28 luglio, trascorse tranquilla. A casa e una passeggiata con i cani. “Mi diceva che stava bene” racconta Stefania. 

Lunedì 29, poi, Alex non andò al lavoro perché in mutua. Ci tornò martedì 30 luglio.  “Quel pomeriggio mi chiamò, dicendomi che non stava di nuovo bene e che sarebbe tornato a casa. Gli venne detto che l’indigestione doveva passare e che avrebbe dovuto prendere fermenti lattici e un farmaco anti vomito”.  

E si arrivo a mercoledì 31 luglio. “Quel giorno si era riposato, poi la sera era andato da mia madre a prendere la borsa dell’acqua calda. Continuava a sentirsi questo ‘peso sullo stomaco’. Poi andammo a letto”. Ha gli occhi lucidi Stefania e le mani che ancora tremano quando dice che “si stava spegnendo ogni giorno”. 

“Non riuscivo a darmi pace. Mi sono sentita in colpa per un mese e mezzo. Continuavo a ripetermi che Alex è morto per un piatto di ravioles che gli avevo cucinato io. Ho fatto mille prove a casa per capire se fossi stata io a non averlo sentito qualora lui, quella mattina, avesse urlato o chiesto il mio aiuto”. 

Poi, la decisione di appoggiarsi ad un medico legale: nell'autopsia c'è scritto che Alex morì per un arresto cardiaco.

"Adesso so che non è colpa mia e nemmeno delle ravioles che ti ho preparato a pranzo. Questo è  il mio regalo per te. Buon compleanno Nini”. 
 

CharB.