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Economia | 26 febbraio 2025, 12:08

Diageo: proseguono le mobilitazioni contro la chiusura dello stabilimento di Santa Vittoria d'Alba

Dopo il blocco degli straordinari indetta una giornata di sciopero nel reparto cantine. Marro e Grimaldi (Avs): "Inaccettabile che un’azienda di queste dimensioni possa licenziare centinaia di persone senza alcun vincolo di responsabilità sociale"

Lavoratori in presidio di fronte all'ingresso dello stabilimento di Santa Vittoria d'Alba

Lavoratori in presidio di fronte all'ingresso dello stabilimento di Santa Vittoria d'Alba

Continua la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Diageo di Santa Vittoria d'Alba, dopo l'annuncio della chiusura del sito produttivo entro giugno 2026 e il conseguente licenziamento di 349 dipendenti. Le organizzazioni sindacali hanno messo in atto una serie di azioni per contrastare questa decisione e difendere il diritto al lavoro sul territorio.

In data odierna, è stato indetto lo sciopero per tutta la giornata dei lavoratori e delle lavoratrici del reparto cantine. Lo hanno comunicato i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Le prossime  azioni saranno annunciate giorno per giorno. Inoltre, è stato bloccato qualsiasi straordinario e ogni forma di flessibilità fino a nuova comunicazione, una misura già in atto dalla scorsa settimana a seguito delle ultime assemblee.

"Lo sciopero – hanno fatto sapere le segreterie territoriali di Fai e Felsa Cisl Cuneo, Flai e Nidil Cgil Cuneo, Uila e Uiltemp Uil Cuneo/Asti insieme alla RSU di stabilimento è dovuto al fatto che l’azienda, dopo aver comunicato la volontà di cessare definitivamente sia l’attività produttiva che degli uffici nel sito di Santa Vittoria d’Alba con il conseguente licenziamento di tutte le lavoratrici e lavoratori, non ha prodotto durante gli incontri tenuti il 13 febbraio a Roma e il 18 febbraio in azienda informazioni esaustive relative al piano sociale. Le risposte addotte sono state insufficienti, inconcludenti e di nessun rilievo rispetto al piano sociale presentato il 24 gennaio scorso".

Parallelamente il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha annunciato che convocherà le parti sociali prima dell’incontro previsto il 18 marzo con il Ministero del Lavoro, incontro a cui la Diageo è chiamata a presentare un piano sociale in vista della chiusura. L’obiettivo oggi è trovare un compratore per evitare la chiusura dello stabilimento e a tal fine il Ministero del Lavoro ha aperto alla possibilità di intervenire concedendo importanti sgravi fiscali. In questo contesto, si sta avviando un confronto con l’azienda e con Confindustria Cuneo per valutare le possibilità di ricollocamento, oltre alle opportunità di prepensionamenti e agli incentivi all’esodo.

MARRO E GRIMALDI (AVS): "CHIUSURA PER MERA LOGICA DI PROFITTO"

Sulla protesta dei lavoratori di Santa Vittoria d’Alba la consigliera regionale Giulia Marro (Avs; foto sotto) interviene definendo “ipocrita indignarsi per le chiusure aziendali locali mentre si sostiene un modello economico che, a livello globale, antepone il guadagno al benessere delle persone, siano esse italiane, europee, africane, asiatiche o americane". "Un governo che usa il profitto come bussola per scelte economiche e geopolitiche – attacca – non può poi stupirsi quando le stesse logiche colpiscono i nostri territori. Senza uno sguardo più ampio, il rischio è di combattere battaglie locali sacrosante senza scalfire il meccanismo di fondo: si sposta il problema altrove, senza mai risolverlo".

"Oggi assistiamo all’ennesima corsa contro il tempo per salvare posti di lavoro grazie all’intervento del ‘deus ex machina’ di turno. Se Cirio riuscirà a trovare una soluzione, benissimo. Ma non possiamo affidarci sempre a soluzioni tampone. Il vero problema è che le aziende hanno il coltello dalla parte del manico e i sindacati sono lasciati soli, con strumenti insufficienti per contrastare i ricatti delle multinazionali. È necessario cambiare le regole del gioco, costruire un modello che non lasci i lavoratori in balia di decisioni prese altrove, per meri interessi di bilancio. Senza questo cambio di prospettiva, continueremo a contare le crisi, una dopo l’altra, senza mai fermarne la causa”, dice ancora l’esponente di Avs.

A livello nazionale, il parlamentare Marco Grimaldi ha depositato un’interrogazione alla Camera per chiedere un intervento concreto del Governo contro la chiusura e per l’adozione di misure strutturali a tutela dei lavoratori. "La Diageo non sta chiudendo per crisi, ma per mere logiche di profitto. È inaccettabile che un’azienda di queste dimensioni possa licenziare centinaia di persone senza alcun vincolo di responsabilità sociale".

AVS Possibile sarà al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in questa battaglia, per evitare la chiusura dello stabilimento e proteggere i posti di lavoro. "Non possiamo arrenderci. Saremo al fianco dei lavoratori nella battaglia per ottenere una soluzione concreta per la salvaguardia del futuro non solo dei dipendenti di Santa Vittoria d'Alba, ma di tutta la Regione e di tutto il Paese”, concludono Marro e Grimaldi.

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