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Politica | 27 febbraio 2025, 13:55

Governo e sviluppo delle aree montane, Calderoni (PD): "Si poteva invertire la rotta ma la giunta Cirio ha detto 'no'"

"Le Unioni montane svolgono un ruolo cruciale nella pianificazione degli interventi, ma oggi sono istituzioni fragili. Serve un rinnovamento delle forme di aggregazione tra enti locali"

Mauro Calderoni

Mauro Calderoni

Riceviamo e pubblichiamo la nota prodotta dal consigliere regionale PD Mauro Calderoni.

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Ho proposto un supporto concreto per le Unioni montane e i Comuni delle Terre alte, un efficace strumento di coordinamento per lo sviluppo della montagna. Identità, tradizione, territorio, autonomia: parole spesso sbandierate dalla destra, ma che, al di là della propaganda, si scontrano con una realtà fatta di crescente difficoltà di autogoverno per gli enti locali, soprattutto nelle aree marginali, rurali, collinari e montane. 

Il Piemonte aveva l’opportunità di invertire la rotta senza costi aggiuntivi, semplicemente adottando un nuovo approccio: un coordinamento più efficace delle politiche dedicate alla montagna. Per questo motivo ho presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, chiedendo l’istituzione di una Struttura speciale di coordinamento interassessorile per la governance delle aree montane. L’obiettivo è armonizzare le politiche e ottimizzare l’uso dei fondi, rendendo più incisivo l’intervento della Regione a favore delle comunità montane. 

Le Unioni montane svolgono un ruolo cruciale nella pianificazione degli interventi, ma oggi sono istituzioni fragili. Serve un rinnovamento delle forme di aggregazione tra enti locali, affinché operino su aree geografiche omogenee, con strumenti adeguati e risorse certe. 

L’iniziativa è stata presentata nel quadro della discussione sul bilancio di previsione della Regione Piemonte, con l’obiettivo di ottimizzare la spesa pubblica, evitando duplicazioni e sprechi. 

La Struttura speciale poteva operare in sinergia con il Settore Montagna e tutti gli assessorati competenti, affrontando alcune delle principali criticità delle Terre Alte: 

• divario digitale: accelerare il potenziamento della banda ultralarga, del 5G e della telefonia mobile; 

• nuove forme di aggregazione: incentivare modelli innovativi come le green community, per una gestione sostenibile del territorio; 

• economia montana: rilanciare la filiera del legno e promuovere nuove opportunità imprenditoriali in montagna; 

• collaborazione con enti di ricerca e istituzioni europee: rafforzare il ruolo del Piemonte nella Strategia Macroregionale Alpina (Eusalp) e nel progetto Alp-Med, per intercettare finanziamenti e sviluppare progetti strategici.

Spiace che la giunta Cirio abbia cassato la mia proposta. Solo con una governance più efficace e strategica invece possiamo trasformare le fragilità delle aree montane in vere opportunità di sviluppo sostenibile, garantendo un futuro alle Terre alte del Piemonte.

redazione

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