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Politica | 02 aprile 2025, 18:37

Sanità piemontese, Calderoni (PD): “La Regione impone tagli e limita i servizi ai cittadini con meno farmaci, meno visite, meno esami”

La nota del consigliere regionale a seguito dell'intervista del nostro giornale con il direttore generale dell'Asl Cn1

Mauro Calderoni, eletto in Regione nel giugno 2024

Mauro Calderoni, eletto in Regione nel giugno 2024

"Lo diciamo, inascoltati, da tempo: la sanità in Piemonte è sempre più segnata da tagli e riduzioni dei servizi, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza ai cittadini".

E' quanto sostiene il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni (Pd), che in una nota commenta i dati del bilancio consuntivo 2024 dell'Asl Cn1, oggetto di un'intervista al direttore generale  dell'azienda sanitaria Giuseppe Guerra pubblicata oggi dal nostro giornale

"La conferma – prosegue l'ex sindaco di Saluzzo – arriva dal bilancio dell’Asl Cn1, che chiude il consuntivo 2024 con una perdita di 21 milioni di euro e che, per il 2025, ha deciso di abbattere il deficit previsionale da 21 a 12 milioni, attraverso drastici interventi di contenimento della spesa. 

Le misure adottate - prosegue la nota di Calderoni -, come dichiarato dai vertici aziendali stessi, comprendono il limite di budget per tutte le unità operative e i distretti, un taglio del 5 per cento alla spesa farmaceutica e la riduzione del numero di prestazioni sanitarie. Questo significa, in concreto, meno farmaci, meno esami diagnostici e una minore disponibilità di personale, con il blocco delle assunzioni destinate a coprire le carenze. A pagare il prezzo più alto di questa politica di austerità saranno, ancora una volta, i cittadini piemontesi che rischiano di vedere compromessa la qualità delle cure e l’accesso ai servizi sanitari essenziali. Ridurre le prestazioni significa allungare le liste d’attesa e lasciare senza risposta le esigenze di chi ha bisogno di cure tempestive. Il taglio alla farmaceutica, inoltre, rischia di penalizzare soprattutto i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici, che potrebbero subire ripercussioni sul piano terapeutico. 

La Regione Piemonte ha l’ultima parola su quali servizi e presidi saranno sacrificabili per far quadrare i conti. Un’amministrazione - conclude - che continua a parlare di rilancio della sanità, ma che nei fatti impone ai territori scelte dolorose, scaricando sulle Asl e sui cittadini il peso della propria incapacità di garantire risorse adeguate", conclude il consigliere regionale.

Redazione

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