La pioggia non ha fermato la Festa dei lavoratori, che si è svolta questa mattina a Cuneo. In quattrocento hanno sfilato in via Roma, con destinazione piazza Virginio, dove è stato allestito il palco per gli interventi.
Doveva essere una giornata di musica e street food, ma il maltempo ha costretto a rivedere la programmazione della giornata. In piazza, a suonare e cantare, il gruppo tutto al femminile Le Madamè.
Prima della loro esibizione c'è stato il momento degli interventi, aperti dalla sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, che ha ricordato come il 1° Maggio sia la più importante festa del nostro calendario civile. Ha rivendicato con orgoglio le parole del presidente Mattarella, che ha definito Cuneo la "città della Costituzione".
"Cuneo ha dimostrato di non avere paura di chiamarsi antifascista", ha detto la Manassero tra gli applausi, ricordando che i temi più salienti e urgenti, nell'ambito del lavoro, sono la Sanità, la scuola, gli stagionali e la sicurezza.
Enrica Giordano, a nome dell'Anpi provinciale, ha sottolineato come il lavoro sia il fondamento della nostra Repubblica. Un lavoro al quale va restituita la dignità e per il quale inizierà una mobilitazione condivisa in tutte le piazze. Cgil, Cisle Uil insieme, come oggi, a Cuneo, dove sono intervenuti i tre segretari provinciali.
Armando Dagna, per la UIL, ha parlato di una giornata di lotta in tutte le piazze di Italia, oggi primo maggio, per dire no a chi vuole cancellare la Festa dei lavoratori e togliere loro dignità. "Sono i lavoratori a tenere in piedi il Paese. Lo diciamo forte a tutti gli imprenditori che non trovano personale: smettere di dare precarietà, date un lavoro con i diritti".
Enrico Solavagione, segretario provinciale della Cisl: "Da questa piazza parte una mobilitazione generale e condivisa. Basta tagli alla Sanità pubblica; 27 miliardi di tagli, centinaia di posti letto e ospedali chiusi. Una situazione inaccettabile. No alla flat tax; rivediamo il sistema previdenziale: pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. I soldi ci sono, basta fare una lotta contro l'evasione fiscale, che in questo Paese è di 100 milardi. L'80% per cento del gettito fiscale lo danno i lavoratori. Questa situazione va cambiata e dalle piazze, oggi, parte il cammino per una società più giusta e coesa".
Ha chiuso l'intervento Piertomaso Bergesio, alla sua prima Festa dei lavoratori da segretario provinciale della Cgil. Bergesio ha ricordato la nascita della nostra Costituzione e soprattutto l'articolo 4. "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
Questa una parte del suo intervento: "Quanto attuale e disatteso è questo articolo. È garantito il diritto al lavoro? E' garantito un giusto salario? Le donne hanno raggiunto parità di trattamento? I giovani che vanno all'estero, continuano a non avere fiducia in questo Paese? Esiste un giusto riconoscimento del lavoro fatto e quindi una giusta pensione? Ora non c’è più dignità nel lavoro. La paura ha sostituito la speranza e questo è un rischio mortale per la democrazia. Ci dicono che i nemici dei lavoratori sono i poveri, i migranti. Non è così: serve un riscatto morale. Il nostro compito, come sindacati, assieme, è quello di incalzare la politica, obbligarla a dare risposte. Nostro compito è rilanciare la democrazia, la solidarietà e la giustizia sociale bel nome della nostra Costituzione".